Non poteva andare bene sempre no? Sapevamo che prima o poi sarebbe successo. E poi perchè farsi mancare qualcosa? Cosa? Di trovarsi con la Fabia su strade viscide, sporche, fangose, fredde e bagnate!!! Che altro? Di quelle strade dove se sbagli anche solo di pochi centimetri la traiettoria, è finita. Oppure, come successo ad altri, un attimo prima l’asfalto tiene e un metro dopo sei su uno specchio e la macchina va dove vuole lei.
Ma andiamo con ordine. Avremmo dovuto correre ad Imperia perchè ci sembrava meno rischiosa in termini meteorologici, ma impegni vari ce lo hanno impedito quindi, per finire la stagione abbiamo inserito il Rally Colli del Monferrato, a Moncalvo.
L’anno scorso avevamo corso con la Clio Super 1600 ed era una Ronde, quindi quattro passaggi sulla stessa prova. Se ricordate l’articolo (e se non lo ricordate andatevelo a leggere!), trovammo condizioni al limite, con la prima parte di prova molto sporca e rotta, la nebbia per buona parte della gara e con il buio, l’ultimo passaggio fu ancora più difficile. Quest’anno non avevamo molte speranze, soprattutto viste le previsioni che davano pioggia per il sabato e la mattinata di domenica, tutte rispettate.
Il sabato quindi ci è toccata la “terapia d’urto”: pronti via e lo shakedown sotto una pioggia torrenziale. Stando attenti a non fare errori e a non prendere rischi inutili, ci siamo comunque barcamenati, completando i nostri quattro passaggi senza problemi, con forse un paio di sbavature dovute al fango in strada ma che comunque ci aspettavamo e che la Fabia non ci ha fatto “pesare” più di tanto.
La domenica il problema (mio) era la nebbia: infatti se per caso avesse smesso di piovere durante la notte, minimo al mattino non saremmo riusciti a vedere nemmeno il cofano della macchina. Ma la pioggia, per fortuna, non aveva nessuna intenzione di smetterla e così le prime tre prove le abbiamo fatte ancora sotto l’acqua e con il fango, ma perlomeno vedendo la strada! La prima, in particolare, è stata forse la più strana che abbia mai corso: il nervoso perché avevamo bene in mente la situazione strade, la preoccupazione di non fare (o avere) errori nelle note che, in queste condizioni, possono essere molto pericolosi ed al tempo stesso la ormai certezza che la Skoda è una macchina solida che non ha paura di quattro gocce d’acqua e che Roberto, prova dopo prova, ci va sempre più d’accordo. E la prova era tutt’altro che facile, con otto concorrenti fermi in prova a causa di uscite. Una serie di sensazioni contrastanti ad inizio prova, ovviamente spazzate via dal conto alla rovescia del semaforo e dal divertimento in prova! Sensazioni che però lasciavano spazio anche alla determinazione e alla concentrazione tanto che un paio di prove dopo, sul primo passaggio da Moncalvo, siamo riusciti a stare nei 10 dell’assoluta!
Sul secondo giro ha poi smesso di piovere ma ormai per la nebbia era tardi quindi ci siamo dovuti solo più gestire delle strade che passaggio dopo passaggio diventavano sempre più delle mulattiere fangose, specie su alcuni tratti finali della Mombarone e della Moncalvo, dopo la celeberrima doppia inversione. Vista la difficoltà, comunque, l’obiettivo era arrivare al fondo, anche per fare quanti più km possibile in queste condizioni che sono comunque una palestra molto molto importante per quando poi ci si ritroverà nuovamente su fondi più permissivi.
Detto fatto, anche questo obiettivo l’abbiamo centrato.
La macchina è arrivata a Moncalvo, il fango era tanto al punto che era impossibile anche solo aprire una porta senza sporcarsi le mani, noi siamo orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto e di essere riusciti a gestire una gara in condizioni quasi da “da Rally RAC” e del bagaglio di esperienza incamerato.
Ora, per quest’anno, basta gare. Il prossimo vedremo come andrà, se ci saranno altre gare e con cosa ma intanto una cosa è certa: stiamo già pensando a cosa fare. Ci saranno cambiamenti e decisioni da prendere, ma l’inverno sicuramente porterà consiglio e troveremo una soluzione. Stay tuned e alla prossima!! M.
Foto: G. LavagniniFoto: M. CollotFoto: M. CollotFoto: M. CollotFoto: M. CollotFoto: M. CollotFoto: G. Lavagnini
Eh già. Stavolta siamo davvero andati a giocare con i grandi. Per la prima volta sono riuscito, grazie a Roberto Biancotto e a Balbosca, a salire su una di quelle che vengono amichevolmente chiamate “macchinone”, ovvero la fantastica Skoda Fabia R5. L’occasione è stata il rally “Il Grappolo” il 22 Maggio.
Inutile dire che l’ansia da prestazione era a livelli stratosferici, forse anche qualcosina in più perché si che la vicinanza a casa aiuta, ma sai anche di avere molti più occhi che ti conoscono addosso!! Ed il motivo è presto spiegato: queste qui sono macchine da corsa vere, sviluppate in un’unica direzione che è quella di andare il più forte possibile sulle speciali. Niente mezze misure, è una vettura che devi imparare a rispettare perché lei è convinta che alla guida ci sia qualcuno che sa quel che fa e quindi non fa sconti. Ed anche a livello “naviga” le cose non sono così scontate. I tempi si accorciano moltissimo, non c’è il tempo di pensare o prendere fiato tra una curva e l’altra nel guidato. Lei va e tu devi starle davanti con le note!
Ovviamente noi l’abbiamo approcciata con molta calma, proprio perché era la prima volta che ci salivamo e dovevamo prenderci ben bene le misure ma soprattutto, visto il risultato dell’ultimo anno al Grappolo (uscita di strada), volevamo arrivare al fondo, senza star lì a guardare classifiche o tempi. Nonostante la cautela utilizzata per tutta la gara, letteralmente non ci siam presi un rischio che sia stato uno, il divertimento è arrivato a livelli incredibili. Perché bene o male queste macchine sono relativamente (e notate che è un grosso “relativamente”) facili da guidare … fino ad un certo livello. E ho aggiunto l’ultimo pezzo perché davvero “fin lì” son semplici. Poi oltre c’è ancora un pezzettino, quello che serve per andare a battagliare con i primi che, al contrario, è tutt’altro che semplice e ci vogliono tanti km di strada e un affinamento delle proprie capacità di guida che porta via tanto tempo. Ma se, come nel nostro caso, è la prima volta che ci si sale e si ha la testa di non voler strafare a tutti costi, beh, le emozioni che regalano questi mezzi sono già straordinarie.
Per spiegarvi, due cose che fanno capire che tipo di astronave sia la R5. Shakedown a San Damiano sabato mattina. Prima volta su una speciale “vera” e non in un test. Poco dopo la partenza c’é una sinistra che immette in un lungo dritto, circa 350-400 metri, che finisce su un ponte rialzato. Una rampa di lancio alta un paio di metri buoni. Con una destra 3 (90°) subito dopo. Avevamo il sentore che saremmo arrivati veloci, così poco prima della staccata ho buttato un occhio sul display con la velocità. Beh, veloci si ma così non credevo: 173km/h a meno di 50 metri dalla rampa del ponte. Devo ammettere che il dubbio di riuscire a fermarci mi è passato un attimo nella testa. Ma non avevo fatto i conti con i freni, che sono qualcosa di incredibile: basta fare attenzione a non bloccare le ruote e ci si ferma, addirittura fin troppo presto. Altro punto spettacolare, sulla speciale di Costigliole d’Asti dove passavamo in un punto, sempre una sinistra, con un taglio esagerato, almeno un metro all’interno. Al secondo passaggio l’asfalto era già finito, nascosto dalla terra tirata in strada dalle cento e più macchine in gara. Normalmente ci si fa molta attenzione per non scivolare fuori ma anche qui si vede la differenza tra questa macchina e le altre “adattate” alle gare. Ruote dritte e macchina nel taglio, il resto lo fa lei con le 4WD e i differenziali che lavorano. E queste sono solo un paio delle situazioni che mi hanno stupito, ce ne sarebbero tante altre ma non voglio essere tedioso!
Ed infine, a coronamento di tutta la giornata, il risultato è arrivato, nel senso che, come da programma che ci eravamo imposti, siamo riusciti a portare la macchina sulla pedana di arrivo, senza un graffio, divertendoci e comunque facendo divertire (spero) chi ci ha visti passare.
Devo ringraziare ancora una volta Roberto per aver guidato in condizioni, a volte, difficili per il caldo che c’era, Luigi Balbo, Ale Bosca e tutta la Balbosca per averci messo a disposizione un mezzo eccezionale ed averlo gestito in gara in maniera impeccabile. Infine, ultimi ma non meno importanti, tutti quelli, a partire da amici e familiari, che son venuti a vederci e trovarci in prova ed ai parchi assistenza. Grazie davvero a tutti
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