Maurizio
Massasso.it

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Appunti di viaggio … parte 8

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Premessa

L’ultimo articolo di questa serie, ed anche l’ultimo ad essere pubblicato sul mio blog, terminava con “L’ultimo articolo è già pronto. Prometto che la prossima settimana è online!
… e ci vollero quattro anni!!
Non sto a tediarvi raccontandovi cosa è successo in tutto questo tempo, non è interessante, ma se tutto va bene, riuscirò ad aggiornarlo nuovamente con più regolarità (e ci vuol poco, dopo 4 anni senza novità!)
Antigua! (Con il tono di Jack Sparrow quando dice “Tortuga!”)

La sveglia suona alle 3.30 puntuale.
Anche se abbiamo già tutto impacchettato e pronto per partire, meglio giocare un po’ di anticipo.
La macchina che abbiamo prenotato per il trasferimento al JFK dovrebbe aspettarci davanti all’albergo per le 4.40.
A quest’ora spero che anche NY abbia un po’ meno traffico. Forse abbiamo giocato un pò troppo di anticipo però visto che arriviamo all’aeroporto alle 5, in pratica 2 ore e 40 minuti prima del volo.
Ovviamente è tutto chiuso (strano…a NY?) quindi niente colazione.
Speriamo in almeno un qualcosa da bere sull’aereo.

Dopo l’attesa in aeroporto, l’attesa in aereo dovuta al solito ritardo con tanto di scuse del comandante e 3 ore e mezza di volo, sbarchiamo nell’isola.
Primo impatto: caldo umido! ma non umido … UMIDO!
Si suda a star fermi. Secondo gli strumenti siamo dal 75 all’80% di umidità nell’aria. E non sta piovendo.

Formalità doganali sbrigate abbastanza velocemente e transfer al Cocos Resort.
Al contrario di altri posti, il Cocos è un piccolo Resort in una baia di Saint John chiamata Tranquility Bay. 30 cottages, niente animazione e natura tutto attorno. Un posto per rilassarsi completamente.
E ne abbiamo bisogno vista la settimana di tour appena passata.
Qui ad Antigua pare valere la stessa legge di Zanzibar sperimentata l’anno scorso. In Africa si diceva che tutto veniva fatto, ma “pole pole”, ovvero “piano piano, con calma”. Qui è uguale: si fa tutto, ma senza fretta.
Dev’essere la latitudine che frega un po’.

Infatti la nostra camera viene preparata dopo un’oretta dall’arrivo. Nel frattempo pranzo e un po’ di riposo dopo il viaggio. La camera che ci viene assegnata è carina, con veranda spaziosa, doccia calda esterna, bagno molto grande e immancabili zanzariere a tutte le aperture (non solo finestre!) e sul letto.
Veniamo subito a contatto con i “proprietari” del posto: prima di tutto gli uccelli che vengono a cercare qualcosa da mangiare direttamente dentro camera e si rubano le bustine di zucchero. Silvia li rimpinza di patatine sul davanzale della terrazza e loro non fanno complimenti: ripuliscono tutto meglio che il servizio in camera! Gli altri abitanti del luogo sono i gechi, lucertole troppo cresciute, anche loro in cerca di qualcosa da mangiare, ed un insetto che, ci viene detto, essere molto piccolo ma che appena viene sera, si fa sentire!
L’ho registrato perché il concerto notturno (letteralmente dura dal tramonto all’alba) è un qualcosa a cui ci si deve abituare in fretta! (ovviamente ho poi perso la registrazione, ndr.)

Vorremmo andare subito in spiaggia ma c’è un problema. Piove! Ebbene si, pare che il periodo non sia quello delle piogge, ma visto il clima pazzo un pò dappertutto (e le notizie che ci arrivano da in Italia lo confermano) anche qui si hanno piogge e temporali a caso durante la giornata. In pratica siamo costretti a rimanere al coperto per parte di lunedì e quasi tutto il martedì, a causa di temporali improvvisi.
Per dire, si riesce ad andare in spiaggia e magari per un’ora o due il sole è anche favoloso (e letale! Protezione 30 come minimo se siete già abbronzati, altrimenti 50).
Poi dal lato oceanico dell’isola arrivano i nuvoloni grigi che inizialmente ti avvertono con una leggera pioggerella che dura 5 minuti. Ti lasciano 10 minuti per andartene e poi scaricano il finimondo! Non scherzo, ci sono stato attento e la “procedura” è stata questa per quasi tutti i rovesci.

Il mare in compenso non è mai agitato e l’acqua a temperature da piscina (riscaldata!). Qui siamo sul lato caraibico dell’isola e i ragazzi del villaggio ci confermano che è sempre calmo. Sul lato oceanico invece …

Il terzo giorno il meteo ci grazia un pochino. I rovesci diminuiscono e riusciamo a goderci il mare. Giovedì decidiamo di strafare e prenotiamo una escursione in un paio di isolette qui attorno con pranzo ad aragosta. Per fortuna il meteo è favoloso. Sole pieno per l’intera giornata passata in barca nella parte Nord Ovest di Antigua. Ovviamente io sono tornato scottato e son dovuto anche star zitto perchè “te l’avevo detto di mettere la crema”. E sì che mi ero pure reso conto che il sole qua era aggressivo!
Il pranzo ad aragosta è stato decisamente buono. Come a Zanzibar, sanno cucinarla, anche se questa specie era più grande di quella africana.

Dei fondali (abbiamo fatto snorkeling in un paio di punti) non posso dire la stessa cosa. Non fraintendetemi, sotto ci sono pesci di ogni tipo (un gruppo ha visto anche un barracuda, che io mi sono clamorosamente perso essendo altrove…) e probabilmente il semplice snorkeling non rende giustizia al fondale stesso, ma la barriera corallina, tolti alcuni coralli sferici tipo spugne e stelle marine, non offriva la stessa varietà di abitanti vista, ad esempio, a Zanzibar.
Nonostante questo, ci siamo fatti un bel giro ed abbiamo visto posti disabitati e (parzialmente) non rovinati dal contatto con i turisti. Ho aggiunto “parzialmente” perchè sono convinto che al momento sono in queste condizioni, ma continuando con questo ritmo, cambieranno molto velocemente.
Già ora si vedono i segni del passaggio di qualche turista e dell’inciviltà di molti altri. Se i volumi aumentano, aumenteranno anche quelli e addio Caraibi incontaminati.

Nota a margine da subacqueo: le stelle marine sono molto belle da vedere. Da VEDERE appunto. Fatemi il favore se vi ci trovate di non prendere  in mano questi animali (perché comunque di animali si tratta) e trasportarli in giro o fuori dall’acqua solo per far loro una foto o farli vedere a qualcuno. Ammirateli nel loro ambiente naturale senza disturbarli.
Per coprire distanze anche piccole, impiegano tempo e fatica. Chi arriva e le porta dove loro non vogliono o non possono stare, per problemi magari con la temperatura dell’acqua, fa loro un dispetto mica da ridere!

Al rientro dalla crociera in barca, c’è stata la tipica scena da Italiani all’estero: giocava la Nazionale e quindi tutti a cercare un televisore. Non trovandolo, tutti attaccati ai cellulari e ad internet per avere i risultati. Sapete com’è finita quindi fermiamoci qui.

La settimana Antiguana, pioggia a parte, è trascorsa in tranquillità, senza problemi e con nuovi amici, conosciuti sul posto, con i quali abbiamo passato belle giornate, anche sotto la pioggia.
Resta un pò di amarezza perchè avremmo potuto prendere più sole, ma purtroppo non dipende da noi, quindi va bene così, ci siamo divertiti ugualmente.

Non posso dire molto del resto dell’isola perchè, trasferimenti da e per l’aeroporto a parte, non siamo quasi usciti dal villaggio.
Si nota il fatto che in alcune zone la gente ha molti più soldi di altri (specie nei porti che nascono come funghi sulla costa) mentre in altre zone, più interne e dove magari vive la popolazione originaria del posto, le case sono molto più grezze e quindi probabilmente il tenore di vita è inferiore.
Antigua però è un paradiso fiscale (la prima cosa che si incontra fuori dall’aeroporto è la banca nazionale) quindi probabilmente girano molti più soldi di quanto si riesca a vedere.

Come ogni cosa bella però, prima o poi doveva finire.

Lunedì 1 Luglio, alle 13.15 il 737-800 di American Airways ci aspettava in aeroporto per riportarci a New York, poi un 777 fino a Londra ed infine un Airbus 321 per l’ultimo salto da Londra a Milano. Totale 20 ore circa, salvo ritardi.

Ago 9, 2018