Maurizio
Massasso.it

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Appunti di viaggio…parte 5

The Nation's Capital!

6.45.
La sveglia suona ed Io immediatamente penso "ma cosa cambia da quando vado in ufficio?".
Giusto il tempo di capire che non sono a casa e mi ricordo benissimo cosa cambia. Oggi si torna negli States, e non in un posto qualsiasi. Nella capitale, Washington D.C., o solo DC per gli amici.
Sbrigate le pratiche della frontiera tatticamente sveltite da James con l'arrivo sul cambio turno, un'ultima occhiata alle cascate dal ponte ed eccoci in USA ed in strada.
Pochi km e nuova fermata al solito autogrill con colazione a base di Hot Dog. Stavolta però sappiamo già come comportarci quindi niente cazziatone, tranne che dalle mogli per le "schifezze che continuate a mangiare".
Immancabile e quasi scontata la foto con i camion nel parcheggio…son davvero grandi questi affari! 
Altre ore di strada nell'outback americano, devo dire molto verde ed con ampie zone senza urbanizzazione. Non potrebbe essere molto diverso visto che hanno moltissimo spazio a disposizione e vivono per la maggior parte in grandi agglomerati urbani.
Non saprei dire se sia meglio vivere in una grande metropoli come, ad esempio, NY oppure in una cittadina di provincia, meno urbanizzata ma sicuramente più vivibile.

Lungo la strada, arrivati in Pennsilvanya, "l'immancabile" sosta presso gli Amish. Si tratta di una comunitá di origine svizzero-tedesca che dal settecento si è insediata nella zona. Rifiutano tutte le modernitá, a partire dalla corrente elettrica fino alle automobili a motore. Si trova quindi gente in giro col calesse ed il cavallo (e le strade hanno una corsia apposita per loro) e negozi che vendono prodotti locali, dalle verdure "autocoltivate" ai souvenir.
Ora, a parte che mi dicono queste persone "rifiutino le modernitá", ovvero non utilizzino corrente elettrica od auto a motore a scoppio ma se si tratta di andare in un super ospedale all'avanguardia per farsi salvare la pelle quando stanno male non rifiutano, ho poi un dubbio riguardo le verdure. Io conosco i pomodori autocoltivati, avendo per fortuna una nonna 85enne che riesce a mantenere un orto capace di sfamare un esercito.
Da questo orto però non escono pomodori tutti esattamente grandi uguali e dello stesso colore. Ci sono minime differenze, dimensioni, colore, forma. Come tra individui diversi ci sono differenze, capita anche negli ortaggi coltivati e raccolti "a mano" e non selezionati da una macchina. Ecco, qui mi sono trovato di fronte a cassette di pomodori perfettamente uguali tra loro.
Così come le fragole e le ciliegie. Qualcosa non quadra. E delle magliette stampate palesemente a trasferimento termico non voglio parlare.
Unica cosa credibile, le patate. In effetti quelle sembravano "autentiche".
Ma su pomodori, zucchine ed alcune altre verdure, beh…qualche dubbio rimane.
Magari, come tante volte, sto prendendo un abbaglio e se è cosi vi prego di correggermi, però secondo me qualcosa non è raccontato proprio esattamente così com'è nella realtà.
O magari dipende dalla mia naturale avversione verso gli svizzeri? Boh…

Altre due ore di trasferimento ed eccoci.
DC. The Nation's Capital. La Capitale.
Ci entriamo passando per la George Washington Parkway, la strada che costeggia Georgetown ed entriamo in città dalle parti del Watergate. Subito salta all'occhio la differenza con le super metropoli viste finora. Washington è più … bassa!
Non ci sono palazzoni da 1000 piani come a NY o Toronto ma solo edifici più bassi, dieci o quindici piani al massimo.
Questo perchè, ci spiega James, esiste una specie di legge, non so se scritta o meno, che prevede ogni palazzo di DC non possa essere più alto del Campidoglio. Per questo la cittá risulta nel complesso più bassa e sviluppata in orizzontale.
La prima tappa, manco a dirlo, è il nostro hotel. Si trova in Scott Circle, a pochi passi dalla Casa Bianca. A Washington ogni rotonda ha il nome di un qualche generale. Per un paio di notti saremo vicini di casa di Obama essendo la Casa Bianca ad un paio di centinaia di metri giù per la strada.

Rinfrescata e un pò di riposo e poi pronti a ripartire per il tour in notturna di DC ed i suoi monumenti.
In Washington è praticamente impossibile andare in giro senza "sbattere" contro un monumento oppure un palazzo famoso.
Quasi tutti sono illuminati in maniera strategica, per esaltarne i particolari, di notte e tutta la città ha un'illuminazione pubblica volutamente più bassa per valorizzare ancora di più i monumenti e le loro di illuminazioni, più forti e visibili.
Il prato sud della Casa Bianca, con tanto di cecchini sul tetto ed auto dell'USSS, il servizio segreto che ci seguiva, il World War II memorial con indicati i campi di battaglia, il Campidoglio, il Momumento a Washington ancora con le impalcature per ripristinarlo dopo il terremoto di due anni fa ed il monumento a Martin Luther King Jr

Beh, monostante la stanchezza incredibile, ce li siamo ancora goduti tutti, così come l'intero giro per la città, ma alle 11.30pm eravamo completamente cotti e pronti a rientrare in albergo per dormire.

Il giorno dopo avremmo avuto la visita dei monumenti di giorno ed il pomeriggio libero. Già avevo puntato lo Smithsonian Air and Space museum, dopo essermi giocato l'Intrepid da stupido a NY questo non volevo perdermelo.

Ago 13, 2013